Lecce ed il turismo uno sguardo verso il futuro

“Turismo”, la parola più utilizzata oggi nella nostra città. Turismo come speranza di sbocco lavorativo, turismo come occasione imprenditoriale, turismo come oggetto di discussioni alternativo alle osservazioni sulle condizioni del tempo, turismo come soluzione.

Civica. utilizza la parola Turismo in modo alternativo, forse innovativo, certamente aggregativo e propositivo. Alla città serve una visione globale del “sistema turismo” che sia proiettata verso lo sviluppo futuro, da qui a brevissimo, che focalizzi le lacune di base dell’attuale organo amministrativo e proponga concrete azioni di sviluppo da cui potranno trarne beneficio TUTTI gli attori protagonisti della filiera. Si, filiera, perché il turismo per la città è a tutti gli effetti paragonabile ed un processo industriale che genera lavoro e fatturato per tutta la catena. È assolutamente necessario che gli operatori della catena siano coordinati e lavorino nello stesso senso, secondo una strategia di lungo periodo con grandi obiettivi di progresso.

Lo sviluppo dell’industria turistica a Lecce è largamente condizionato da improvvisazione e da una diffusa mancanza di professionalità. Tali imiti sono ad oggi palesemente riscontrabili in quello che dovrebbe essere il fulcro del management turistico cittadino: l’Ufficio Turismo. Ancora oggi i flussi turistici in città si basano sulla naturale disponibilità di un patrimonio ereditato dal passato e sulla buona volontà dei singoli operatori. Gli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno non sono stati reinvestiti in servizi, accumulando ritardi nell’adeguamento della città alle esigenze di un turismo sempre più diversificato ed esigente a vantaggio di realtà vicine meglio attrezzate. La carenza strutturale del trasporto pubblico urbano affligge l’industria turistica così come influisce negativamente sulla mobilità dei residenti, incentivando indirettamente l’utilizzo dell’auto privata a detrimento della qualità della vita cittadina.

Con una permanenza media di 2,7 notti la città di Lecce si situa ben al di sotto della media regionale di 3,9 (Osservatorio Provinciale del Turismo, 2017). Il dato, pur nella sua parzialità, unito ad un calo costante dei prezzi medi praticati da una delle tipologie di ospitalità di maggiore successo negli ultimi anni, i bed & breakfast, è sintomatico di un turismo di passaggio e anche di “consumo”, concentrato nel centro storico. L’aumento degli arrivi ha determinato inoltre, in assenza di un organo di controllo, un proliferare di strutture ricettive in alcuni casi non censite e dunque irregolari.

Solo attraverso adeguamento ed implementazione delle infrastrutture e dei servizi pubblici, oltre allo stimolo all’implemento delle professionalità che siano in grado di valorizzare un’offerta variegata e soprattutto fruibile si potrà ambire all’allungamento del tempo di permanenza ed a stimolare una domanda di maggiore qualità. Seppure completa, l’offerta non può essere considerata esaustiva. Accanto a tutto ciò di cui abbiamo parlato fin qui, infatti, occorrerà rafforzare la comunicazione dei Temi, elementi immateriali che comunichino al mondo intero LECCE: un’esperienza unica, indimenticabile e inimitabile, puntando su Testimonial della Città, ovvero persone che siano in grado di veicolare, anche più efficacemente dei comuni strumenti di comunicazione, l’immagine della nostra Città. Lecce ha tutte le carte in regola per poter fungere da simile attrattore. I volti della città turistica sono infatti molteplici, seppure necessitino di essere integrati. Lecce non è solo città ricca d’arte e di barocco, ma anche e soprattutto di periferie pregnanti sia di tradizione sia di nuove tendenze, Lecce è centro di Cultura e di Università; di Artigianato e di Enogastronomia; di Servizi e di Commercio; territorio ricco di risorse legate al mare ed alle marine; al vasto reticolo di masserie e tratturi ed al suo entroterra. Tutti questi aspetti possono essere fonte di sviluppo e di ricchezza a condizione che si tenga conto: della necessità di scegliere tra una visione di medio/lungo periodo rivolta all’innovazione ad alla fruizione sostenibile del bene turistico e l’offerta odierna: pauperistica ed improvvisata, con una visione di breve periodo, priva di un chiaro concetto di programmazione e posizionamento;

della necessità di contemperare le esigenze degli operatori turistici con quelli dei residenti;

del problema, già realtà in altri centri storici del nostro paese, della cd. “gentrification”, ossia della desertificazione residenziale, artigianale, commerciale;

della necessità di creare facilities integrate rispetto ai vari aspetti più sopra indicati;

della necessità di valorizzazione non solo del centro storico ma del territorio cittadino allargato.

In conclusione, Lecce dispone di un vasto patrimonio materiale e immateriale che può essere un potente motore di sviluppo, ma che deve essere gestito e amministrato con una visione chiara e con le giuste risorse: il centro storico di Lecce deve e può essere concepito come una risorsa fragile e soggetta a deterioramento, esposta sia a flussi turistici non sempre di qualità e ad una ospitalità non sempre all’altezza, da una parte, sia all’assalto quotidiano di mezzi privati di non residenti che attraversano il reticolo di stradine per abbreviare i propri tempi di percorrenza o per raggiungere scuole e uffici in orari di punta, dall’altra. L’entroterra, tra Lecce e le sue marine, con il suo reticolo di tratturi, cappelle, masserie, parchi, ecc., da valorizzare e preservare, proteggendolo dall’incuria di molti cittadini, che spesso lo utilizzano come una sorta di pattumiera; le marine, ancora alla ricerca di una chiara identità all’interno dell’offerta complessiva del Salento, ma che possono essere un utile strumento per dilatare i tempi di permanenza dei turisti, così come il numero di arrivi; l’immenso patrimonio storico, culturale, di tradizione, che può contribuire a fornire un preciso posizionamento e una forte caratterizzazione della città; lo straordinario entusiasmo e la riconosciuta creatività di associazioni, organizzazioni, ecc. capaci di elaborare nuove iniziative e proporre nuovi sentieri culturali, dal cinema alla musica, dalla letteratura alla ricerca di nuovi sentieri espressivi. Traguardi, questi, non irrealizzabili che necessitano però di infrastrutture, anche per una mobilità dolce e sostenibile, di attività di marketing e promozione, ma soprattutto un cambio di mentalità nei cittadini, primi e veri attori del futuro della città.