Lecce e la Cultura

La cultura e la città
Crediamo che, in questo particolare momento storico, le politiche volte alla promozione e alla valorizzazione culturale nella nostra città debbano, necessariamente, trovare una declinazione parallela con quelle che riguardano il sociale e in particolare le “periferie sociali”, quelle “zone di disagio” esistenziale, sempre più larghe e diffuse, in cerca di voce, desiderose di manifestare la propria necessità espressiva.

La Cultura è alleata delle persone quando le invita ad essere partecipi dei processi creativi.

Il bello, il senso civico, la bontà delle persone, le buone pratiche, la cultura di una città si comunicano, si condividono, si costruiscono insieme, passo dopo passo, promuovendo la partecipazione attiva e la condivisione progettuale, dando tempo al Tempo.

È necessaria più che mai una cultura generatrice di sviluppo e benessere civico e sociale, a partire dai bambini, dai ragazzi e dalle loro famiglie, attraverso un contagio virtuoso fatto di buone pratiche, che in tal modo diventano pratiche umane generative.

La nostra città ha bisogno di luoghi dove poter socializzare bisogni, desideri, creatività. Luoghi capaci di dare contenuti al tempo libero. Spazi di prossimità - piccole sale di quartiere attrezzate per il teatro, la musica, il cinema, con biblioteche e spazi di lettura gratuiti - dove poter fortificare le relazioni intergenerazionali e il senso di responsabilità civica. In questa azione è fondamentale che l’Amministrazione Comunale sia capace di mobilitare e dare ruolo alle tante energie creative e artistiche attive nella città, corrispondendo alle loro specifiche vocazioni e promuovendo un coinvolgimento capace di realizzare un’alleanza produttiva in una piena e gratificante valorizzazione degli “attori culturali”: operatori, autori, artisti, artigiani e artefici.

La Cultura seme dell’Umano
La Cultura deve oggi porsi il problema dell’aver cura dell’Umano per alimentarlo in crescita, lì dove l’Umano scorda i valori fondanti della Vita Civile. I modelli culturali sinora promossi segnano un silente fallimento, via via, minano il Tempo, la Vita, la Convivenza promuovendo la solitudine digitale, l’indifferenza, la superficialità, il consumo dissennato. Non siamo più abituati all’idea d’essere Mondo, d’essere dentro una coralità e che la coralità è necessaria per comprendere, ognuno di noi, la propria natura, la propria unicità, la propria bellezza. Singolarità e Coralità due parole poco usate sconfitte dall’idea di un Individualismo imperante e da una vuota promozione dell’essere Comunità concetti usurati dalla politica che li ripete all’infinito senza sostanziarli culturalmente e poeticamente. La Singolarità è la bellezza dell’uno che si accorda con l’altro per declinarsi nella Coralità lo strumento attraverso cui le Voci si educano allo stare insieme.

Lecce meta di turismo e il racconto della città
Un giovane archeologo ha affermato: “Lecce è una città che si piace molto ma che non si sa raccontare”. Così accade! Nonostante la nostra città sia da alcuni decenni meta turistica non si è ancora riusciti a costruire un’efficace “narrazione” della Città. Eppure tanti sono i racconti possibili in una narrazione che deve trovare come primi alleati le Guide e gli accompagnatori turistici che, ogni giorno, si fanno carico di accogliere i tanti visitatori che giungono in città. Una narrazione che deve essere anche “tracciata” lungo i percorsi che la città offre a chi l’attraversa, turisti e cittadini leccesi, anche fuori dal Centro Barocco, altri luoghi e quartieri della città hanno “particolarità” da raccontare: le ritrovate Mura, Santa Rosa o i grandi murales delle Vele, le Marine. In questo percorsi narrativi, un grande ruolo può essere assunto dal Museo Storico (il MuSt), dal Museo Sigismondo Castromediano, dalla Biblioteca N. Bernardini che possono divenire “approdi” ideali nell’approfondimento di itinerari, di temi che, narrati nel tessuto urbano, giungono a completamento nei luoghi della conservazione e dell’approfondimento istituzionale.

Il Patrimonio e il dialogo inter-istituzionale
Nella città di Lecce sono disseminati numerosi edifici e spazi pubblici che appartengono a enti diversi, quali il Comune, la Provincia, la Regione, il Ministero dei beni culturali. Alcuni di essi svolgono già una funzione culturale (es. Museo Sigismondo Castromediano, Must, Biblioteca Bernardini…); altri sono stati restaurati grazie a fondi pubblici, ma sono attualmente inutilizzati e privi di una destinazione definita; altri ancora sono in attesa di una progettualità e di interventi che ne realizzino il recupero. Rispetto ai cittadini, il tema dell’appartenenza di tali beni non ha nessuna rilevanza: nessuno si domanda, quando entra in un museo, in una biblioteca, in un teatro o in qualsiasi luogo di aggregazione, a quale istituzione esso appartenga. Al contrario, tali spazi sono, a tutti gli effetti, luoghi della città e di coloro che la vivono, indipendentemente dalla proprietà. Si rende quindi necessario, in questo panorama composito, riuscire a tenere insieme i pezzi del mosaico, allo scopo di costruire un’offerta culturale organica e coerente, che valorizzi gli spazi della città e, allo stesso tempo, risponda alle diverse sensibilità, ai diversi interessi, alle molteplici anime che convivono. Per questi motivi, uno dei primi passi da compiere da parte dell’Amministrazione comunale sarà realizzare un dialogo permanente e strutturato con Provincia, Regione e Mibac e contestualmente con l’Università, il Conservatorio Musicale, l’Accademia di Belle Arti che interessi sia il livello politico, per le scelte strategiche e la definizione degli obiettivi, sia quello tecnico gestionale per dare ad essi concreta attuazione.

I Beni Monumentali e gli spazi in essi destinati alla promozione culturale devono diventare tali: essere adeguati ad accogliere Laboratori, Incontri, Eventi, Mostre. Per favorire questa azione è necessaria in primo luogo una profonda riflessione sul Patrimonio per meglio definire le regole dell’uso pubblico dei “contenitori” armonizzandoli ai “contenuti”, migliorando e finalizzando gli spazi disponibili, dando loro piena agibilità rendendoli sicuri e attrezzati per le funzioni a cui saranno destinati. Fondamentale a questo proposito sarà la formazione di personale specializzato nell’accoglienza (dei visitatori ma anche degli autori, degli artisti, degli artefici, dei realizzatori); nell’aver cura degli spazi; nelle competenza di allestimento e di manutenzione tecnica di quanto ospitato.

Lecce è il suo territorio
Lecce non è solo il centro cittadino, i palazzi e le chiese. Il Comune comprende anche un territorio esteso fino al mare, con campi fertili e ampie aree di maccha mediterranea che possono raccontare pezzi importanti della storia della città. Le frazioni di Frigole, San Cataldo, Torre Chianca e Torre Rinalda hanno da trasferire la loro cultura contadina e da raccontare, oltre che le loro bellezze paesaggistiche, anche delle gloriose campagne di bonfica degli ultimi due secoli, del crogiolo di usi e tradizioni delle famiglie immigrate nel secolo scorso, della vitalità misconosciuta dei loro abitanti. Il progetto della creazione dell’Ecomuseo dell Bonifiche, potrebbe rappresentare lo strumento attraverso il quale diffondere e accrescere la cultura di quel territorio agendo nel contempo da volano di sviluppo per l’intera città.

Lecce è il Salento
Lecce non è solo Lecce, Lecce è il Salento! La città non può bastare a sé. Tante volte abbiamo ascoltato stucchevoli “racconti” autorefenziali sulla e della città, come se la città fosse avulsa dall’intorno, disinteressata o altre volte “invidiosa” della sua Provincia. Un gap culturale che va regolarizzato, colmato attraverso la Cultura, armonizzando iniziative, affinando le comunicazioni e gli scambi tra Assessorati alla Cultura, Fondazioni attive sul territorio salentino, Associazioni, enti di produzione di culturale per concertare iniziative comuni e armonizzare l’immagine del Salento e dl suo capoluogo.